Il tempo è gentiluomo ed altre amenità su una (la) storia

Un amico che se ne va, un ciclo che si chiude, la vita che continua, un ciclo che si apre. Anno nuovo-vecchio, le stagioni, la voglia di andare avanti, il desiderio, smettere di desiderarlo ma solo volerlo, il superamento del concetto di vestito, i super-eroi con super-problemi, gli anni zero.

Una stanza che si popola, tutti che vanno via alla fine della festa e resta solo da pulire, ma è bello farlo perchè poi se ne può fare un’altra.

Stare insieme, il senso delle feste. Il rituale di riunirsi, donarsi il proprio meglio e ca(r)pire lo specchio di chi ti sta di fronte. Guardare fuori per chiarire quello che si è dentro, accettare una cosa inaspettata.

Un’armatura di cavaliere che contiene una dama. Un dama coraggiosa come un cavaliere. Un adulto che si stupisce come un bambino. Smettere di stupirsi ma solo gioire. Puramente.

Se guardi nel lago, vedi te stesso e la luna. Ma devi guardare la luna.

Andare oltre il testo. Vivere la vita.

Benvenuto anno nuovo, grazie anno vecchio.

Buon ascolto a tutti.

Del (In) silenzio.

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Essere palindromo, avere un senso

Il palindromo è una parola che letta da sinistra a destra (la normalità per la scrittura occidentale) o da destra a sinistra (la normalità per la scrittura mediorientale) permette di formare la stessa parola di senso compiuto in una determinata lingua. Oppure no.

La cosa che mi salta all’occhio è che, in fondo, “qqqqqq” è un palindromo, anche se privo di senso. Allora a che serve il senso, se di senso sei già carico? Ovvero, l’essere palindromo è sufficiente, per una parola priva di senso, per acquisirne uno?

Infine, è necessario che un palindromo abbia un senso? Tecnicamente no, fattualmente lo acquisisce per la sola definizione di palindromo. È come quando Saviano ha parlato della manifestazione e della sua violenza, e tutti gli si sono scagliati contro: si son scagliati contro la connotazione violenta dei manifestanti e della polizia (peraltro, sembra, entrambi ineccepibili nei loro difficili ruoli sub-partes) o contro Saviano che, di per sé, è già significativamente carico di senso?

Quando piango, chi mi guarda è importante sappia il motivo? O è sufficiente che io pianga? Il senso è l’oggetto della ricerca, il bene ultimo per cui l’uomo naviga in mezzo ai fulmini della tempesta.

Come Adamo, che vedendo Eva credeva di aver trovato un punto d’approdo nella sua solitudine e si presentò: MADAM, I’M ADAM!

Quindi basta piangere, che poi non ha senso.

A meno che il senso non glielo dia chi piange. Ed in quel caso diventa significato. Aspettando TRON.

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