andare e venire e andare

Le barche cariche di immigrati da reimpatriare, i giapponesi in vacanza che ancora non sono tornati a casa, un pendolare che va al lavoro e rientra in giornata. Sono tutti schemi di palindromi. Quando si va e si viene, allora percorri il palindromo al contrario. E’ la forma dell’onda.

L’onda del mare, l’onda sonora ed elettromagnetica. Il ritmo è alla base di un’onda, così come domina i movimenti dei giocatori di calcio. Il ritmo del cuore, del respiro, prendere e lasciare, tenere ed ottenere solo quello che ti serve: l’ossigeno.

Il ritmo del cosmo, delle orbite dei pianeti e delle comete, delle triettorie degli elettroni intorno al nucleo, delle traiettorie degli elettroni su loro stessi. Andare e venire, venire ed andare: come fare l’amore. Come fare la guerra.

L’assenza di differenza tra questo suono e questa luce, la comunione tra quello che vedo e quello che mi guarda. Ma soprattutto la continuità del gesto, l’essere veramente nell’atto, non avere regole ed aderire alla vita, come Maradona quando colpisce di mano e segna. Perchè è necessario.

Coma l’albero che non si muove, ma vive ed interagisce.

E fiorisce.

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Come costruire un uovo dai pezzi del suo guscio

Come ci si sente a scoprire che qualcuno ha già fatto i puzzle con le migliori esplosioni atomiche della storia? Come ci si sente a scoprire che esistono le esplosioni atomiche?

È come quando stai a guardare la Madonna e lei all’improvviso ti mostra le tette. O era Madonna?

È bello avere un blog, avere un posto dove scaricare quello che il pensiero a volte non riesce a cogliere, ma che, se fissato, può palesarsi.

La mente, in continuo movimento, è l’unica cosa che sarebbe meglio stia ferma. Il movimento è indispensabile per la vita, per l’evoluzione, e la mente lo sa. Per questo sta in movimento. L’eccessivo movimento ti impedisce di godere, però, il momento “ora”. Quell’adesso continuo che invece è l’unico accesso ad una maggiore presenza. Allora si medita, si cerca, si pensa, ci si spacca la testa. Ma tutto è lì a portata di mano: sentire, ogni momento, il proprio cuore.

Percepirne i sentimenti sarebbe molto bello, ma basta ascoltarlo battere. Basta sentire il proprio corpo: sentire il sudore, sentire il rumore, sentire lo smog sulla pelle. Sentire l’umido della saliva della donna che ami. Sentire, e non giudicare. Sentire, e stare, senza scappare in un momento nel pensiero “mi piace-che schifo”, “sarebbe meglio-potrei fare”.

Senza scappare in “potrebbe essermi utile-mi fa male”, “ho paura-devo smettere-devo cambiare”.

Troppe volte ho sentito dire “avresti potuto fare”, troppe volte Maradona ha ciccato il tiro decisivo. Non giudicare, guarda il replay, se riesci non guardarlo proprio.

Un impianto ad alta fedeltà serve ad ascoltare meglio, ascoltare tutto. Ed è bello, ogni tanto, metterci una brutta canzone.

Perchè c’è sempre qualcosa di più da ascoltare.



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