La goccia

La goccia cade

e non sente dolore

quando la terra l’accoglie

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Come costruire un uovo dai pezzi del suo guscio

Come ci si sente a scoprire che qualcuno ha già fatto i puzzle con le migliori esplosioni atomiche della storia? Come ci si sente a scoprire che esistono le esplosioni atomiche?

È come quando stai a guardare la Madonna e lei all’improvviso ti mostra le tette. O era Madonna?

È bello avere un blog, avere un posto dove scaricare quello che il pensiero a volte non riesce a cogliere, ma che, se fissato, può palesarsi.

La mente, in continuo movimento, è l’unica cosa che sarebbe meglio stia ferma. Il movimento è indispensabile per la vita, per l’evoluzione, e la mente lo sa. Per questo sta in movimento. L’eccessivo movimento ti impedisce di godere, però, il momento “ora”. Quell’adesso continuo che invece è l’unico accesso ad una maggiore presenza. Allora si medita, si cerca, si pensa, ci si spacca la testa. Ma tutto è lì a portata di mano: sentire, ogni momento, il proprio cuore.

Percepirne i sentimenti sarebbe molto bello, ma basta ascoltarlo battere. Basta sentire il proprio corpo: sentire il sudore, sentire il rumore, sentire lo smog sulla pelle. Sentire l’umido della saliva della donna che ami. Sentire, e non giudicare. Sentire, e stare, senza scappare in un momento nel pensiero “mi piace-che schifo”, “sarebbe meglio-potrei fare”.

Senza scappare in “potrebbe essermi utile-mi fa male”, “ho paura-devo smettere-devo cambiare”.

Troppe volte ho sentito dire “avresti potuto fare”, troppe volte Maradona ha ciccato il tiro decisivo. Non giudicare, guarda il replay, se riesci non guardarlo proprio.

Un impianto ad alta fedeltà serve ad ascoltare meglio, ascoltare tutto. Ed è bello, ogni tanto, metterci una brutta canzone.

Perchè c’è sempre qualcosa di più da ascoltare.



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Essere palindromo, avere un senso

Il palindromo è una parola che letta da sinistra a destra (la normalità per la scrittura occidentale) o da destra a sinistra (la normalità per la scrittura mediorientale) permette di formare la stessa parola di senso compiuto in una determinata lingua. Oppure no.

La cosa che mi salta all’occhio è che, in fondo, “qqqqqq” è un palindromo, anche se privo di senso. Allora a che serve il senso, se di senso sei già carico? Ovvero, l’essere palindromo è sufficiente, per una parola priva di senso, per acquisirne uno?

Infine, è necessario che un palindromo abbia un senso? Tecnicamente no, fattualmente lo acquisisce per la sola definizione di palindromo. È come quando Saviano ha parlato della manifestazione e della sua violenza, e tutti gli si sono scagliati contro: si son scagliati contro la connotazione violenta dei manifestanti e della polizia (peraltro, sembra, entrambi ineccepibili nei loro difficili ruoli sub-partes) o contro Saviano che, di per sé, è già significativamente carico di senso?

Quando piango, chi mi guarda è importante sappia il motivo? O è sufficiente che io pianga? Il senso è l’oggetto della ricerca, il bene ultimo per cui l’uomo naviga in mezzo ai fulmini della tempesta.

Come Adamo, che vedendo Eva credeva di aver trovato un punto d’approdo nella sua solitudine e si presentò: MADAM, I’M ADAM!

Quindi basta piangere, che poi non ha senso.

A meno che il senso non glielo dia chi piange. Ed in quel caso diventa significato. Aspettando TRON.

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