andare e venire e andare

Le barche cariche di immigrati da reimpatriare, i giapponesi in vacanza che ancora non sono tornati a casa, un pendolare che va al lavoro e rientra in giornata. Sono tutti schemi di palindromi. Quando si va e si viene, allora percorri il palindromo al contrario. E’ la forma dell’onda.

L’onda del mare, l’onda sonora ed elettromagnetica. Il ritmo è alla base di un’onda, così come domina i movimenti dei giocatori di calcio. Il ritmo del cuore, del respiro, prendere e lasciare, tenere ed ottenere solo quello che ti serve: l’ossigeno.

Il ritmo del cosmo, delle orbite dei pianeti e delle comete, delle triettorie degli elettroni intorno al nucleo, delle traiettorie degli elettroni su loro stessi. Andare e venire, venire ed andare: come fare l’amore. Come fare la guerra.

L’assenza di differenza tra questo suono e questa luce, la comunione tra quello che vedo e quello che mi guarda. Ma soprattutto la continuità del gesto, l’essere veramente nell’atto, non avere regole ed aderire alla vita, come Maradona quando colpisce di mano e segna. Perchè è necessario.

Coma l’albero che non si muove, ma vive ed interagisce.

E fiorisce.

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Quando tornare, se ri-tornare

Parlando del ritorno… il ritorno è una gran cosa. Come in un labirinto, che la sfida è raggiungere il centro, ma l’altra metà della sfida è tornare indietro. Che poi in fondo un labirinto è una linea retta. Il punto è capire il momento e da quale posizione iniziare a tornare.

Quando si comincia una sessione di massaggio thai, si ascolta il corpo del paziente, si capisce quali sono i punti che sono andati troppo avanti, quelli che son rimasti eccessivamente indietro. Nel corso della sessione, si equilibra questa condizione e si crea una unità che permette al corpo di muoversi alla velocità dell’intento. E’ uno strumento per tornare. Per infrangere l’immagine del movimento che si crede sia autentico, ma è solo un velo attraverso diventa sempre più difficile guardare, col tempo.

L’essenza del movimento, anche di quello meccanico,  è la quiete, di nuovo, nel senso dell’abbandono della sovrastrutture della mente e dell’inconscio, che accumulano gli strati emozionali e spirituali in punti che, in ultima analisi, non sentiamo più, ed è come non averli. E son punti di blocco, accumulo, od estrema debolezza, che comunque vengono by-passati dai meccanismi di aggiustamento del corpo, che ha una sua propria intelligenza ed anche una sua propria, deliziosa, stupidità.

Proprio come noi, i padroni del corpo, gli schiavi della mente.

Libertà per tutti.

Usare, smettere di consumare.

Anche i momenti.

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primo post

Eccomi ad aprire un blog su tutto quello che riguada la via. Far coincidere la via con la vita è un compito difficile. Leggere i simboli che ti vengono proposti dall’esperienza è roba per gente che ha capito un bel pò di roba. Quindi non per me.  Non ancora.

Ma ci provo anche con questo nuovo strumento. Saranno riflessioni con me, ma anche con chi avrà la voglia di aggiungere qualcosa.

La via è dappertutto, da tutti i punti di una circonferenza parte un raggio che porta al centro.

Io affronto queste complessità partendo da un paio di punti: il tai chi chuan ed il massaggio thailandese.

Nel tempo il tai chi chuan è divenuto per me molto di più di un arte marziale: un luogo di incontro con le persone, un momento di ascolto ed armonizzazione con un gruppo, uno spazio che abbraccia ben oltre le mura della palestra e arriva in ogni angolo del tempo quotidiano.

Nel tempo il massaggio thailandese è diventato qualcosa che a volte faccio fatica a chiamare ancora massaggio thailandese: flusso e movimento si confondono, le mani si muovono da sole, l’energia mi guida ed il cervello non pensa più. sto bene quando massaggio, non mi stanco, sento che miglioro come persona, che arrivo più vicino al mio centro. portando verso il proprio chi si fa massaggiare.

Nel tempo, forse, dovrò rinunciare ad una via. più probabilmente la via sarà così palese che non dovrò fare più niente, nemmeno rinunciare, ma sarò palesemente sulla via.

In questo fra-tempo, guardo, leggo, ballo, bestemmio, viaggio, cerco, trovo, scarto, mi arrabbio, bevo, mangio, amo, penso, provo a smettere di farlo, mi rilasso e lascio che le cose accadano. Vediamo se accade anche questo blog.

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