Stando attenti che se la neve cade puoi cadere anche tu

Bella, la neve: apre una percezione attutita e, proprio per questo, accresciuta. Ti concede un attimo di solitudine: poco da guardare, poco da ascoltare, ghiaccio da odorare.

Sentire il caldo del corpo, per non dimenticarsene. Sentire dove finisce l’onda termica, sentire dove arriva l’influenza della bobina.

Vedere uno che scivola, finalmente liberato dalla gravita’: coglierne l’eleganza, la naturalezza del tonfo, un fiocco troppo grande per rialzarsi davvero. Che, nonostante il peso, si risolleva leggero.

Perche’ il destino della neve e’ di tornare in cielo, cadere e rialzarsi.

Andare sempre avanti, tornare sempre indietro.

Il palindromo al contrario.

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D’inverno

L’inverno mi piace, è potente e lo rispetto. RIspetto questo suo spirito calmo, immobile. Questa enorme potenzialità nascosta nello standing still. Come se una statua, all’improvviso, cominciasse a muoversi ed a danzare: questo è l’inverno.

Risparmiare, tesaurizzare, metter da parte. La lezione della formica è lavorare e risparmiare in estate, ma è l’inverno che ti costringe a fare i conti con quello che hai, nel silenzio. Nel buio della terra trovare le energie per rompere il guscio, trovarle sapendo già di averle, sapere dove sono, solo aspettare il momento giusto.

Essere pazienti, come l’assassino. Come il predatore. Essere immobili, come la preda, come il camaleonte.

Non fare nulla, sottrarre, arrestarsi al necessario, all’essenziale. Fare un salto (all’) indietro, tenere la propria mano, sentire il limite per accogliere tutto quello che può essere utile

Cercare, lasciarsi andare, trovare e di nuovo lasciare.

Perchè quando tutto è fuori fuoco, non rimane nulla da afferrare. Quella antica storia dell’ultimo umano in mezzo ai vampiri: chi è il mostro?

La scelta del fuori fuoco o del fuoricampo sottinteso è la scelta del tutto, l’essere parte del tutto, guardarlo e non fissarsi su niente. Proprio quando la totalità mi soffoca ed io vi annego felice: quando respiro in un liquido nuovo.

Eppure, è lo stesso di tutti i giorni.

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