Un anno in due giorni

Quando andare significa comprimere: comprimere il respiro, per sostenere la colonna vertebrale. Comprimere  l’impazienza, per aprire il cuore alla bellezza ed alla forza. Comprimere la sfiducia, per aprire il centro al nuovo che arriva ed al vecchio che si trasforma. Comprimere il tempo, per trovarlo senza guardare l’orologio. E’ come tornare dalla fine del palindromo, ridiventare feto, scindersi di nuovo nei 2 o solo restere 1.

Si comprime per accettare e fare un punto, creare il punto più denso ed incorporarlo nel proprio divenire, che in quel punto si arresta e subito riparte in ogni direzione.

Quando non c’è più quando, l’equivoco nasce dalla comunicazione, dalle falle aperte perchè si vuole capire, si vuole seguire un ordine, si vuole comandare. Si vuole dominare il flusso, che incurante continua a fluire gioioso e zampilla da ogni cosa, che si illumina e ride della propria libertà.

E poteva essere un giorno, ma sono due. Ma dormire è più importante del tempo, è quando il tempo gioca intermittente e si trasforma in ritmo. Forse chi ha invetato i tamburi li ha trovati in sogno. Forse non si può inventare nulla, che già tutto è sotto il sole.

Basta lasciarsi vederlo.

Like this on Facebook

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...