Quando tornare, se ri-tornare

Parlando del ritorno… il ritorno è una gran cosa. Come in un labirinto, che la sfida è raggiungere il centro, ma l’altra metà della sfida è tornare indietro. Che poi in fondo un labirinto è una linea retta. Il punto è capire il momento e da quale posizione iniziare a tornare.

Quando si comincia una sessione di massaggio thai, si ascolta il corpo del paziente, si capisce quali sono i punti che sono andati troppo avanti, quelli che son rimasti eccessivamente indietro. Nel corso della sessione, si equilibra questa condizione e si crea una unità che permette al corpo di muoversi alla velocità dell’intento. E’ uno strumento per tornare. Per infrangere l’immagine del movimento che si crede sia autentico, ma è solo un velo attraverso diventa sempre più difficile guardare, col tempo.

L’essenza del movimento, anche di quello meccanico,  è la quiete, di nuovo, nel senso dell’abbandono della sovrastrutture della mente e dell’inconscio, che accumulano gli strati emozionali e spirituali in punti che, in ultima analisi, non sentiamo più, ed è come non averli. E son punti di blocco, accumulo, od estrema debolezza, che comunque vengono by-passati dai meccanismi di aggiustamento del corpo, che ha una sua propria intelligenza ed anche una sua propria, deliziosa, stupidità.

Proprio come noi, i padroni del corpo, gli schiavi della mente.

Libertà per tutti.

Usare, smettere di consumare.

Anche i momenti.

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7 thoughts on “Quando tornare, se ri-tornare

  1. Dopo un po’ impari la sottile differenza tra tenere una mano e lasciarla scorrere affianco.E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza.
    Ed inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta con gli occhi aperti e il dolore di un bimbo.E impari a costruire tutte le tue strade oggi e speri che non sia troppo tardi,perché il terreno di domani lo vorresti come lo sognavi veramente e non vuoi piu pensare che il tempo sia troppo incerto per fare piani insieme.
    Dopo un po’ impari che il sole scotta se ne prendi troppo.Perciò decidi di piantare insieme se mai vorrà il vostro giardino e decorare le vostre anime,invece di aspettare che qualcuno porti i fiori. Basta aspettare ti ripeti oggi. e vorresti dei qubi verdi ad ogni fermata dell’autobus, e speri sul serio ci siano oggi. E impari che puoi davvero se è quello che veramente vuoi,che sei davvero, e che ne vale la penji.

  2. L’essenza del movimento, la quiete, l’ascolto del proprio corpo vengono spesso mortificati dalla realtà quotidiana, gli impegni impellenti, le scadenze, i problemi di gestione. Ho imparato a considerarli per il loro giusto valore distaccandomi almeno emotivamente, ma rimangono e sono di intralcio. Però arriva quel momento, tanto agognato, dove ci si può rilassare, attendere e assaporare il respiro di noi stessi. E’ da qui che prendo ossigeno sufficiente per affrontare poi quei “movimenti”, quel “ritmo” della vita che mi impone di correre.
    Buona domenica

    • hai ragione. una bella scoperta è che se il ritmo della vita corre e prova a trascinarti, il Ritmo che gli sta alla base ti osserva. amo quei momenti che colgo il battito (forse Raf parlava di questo? ;))
      un saluto caloroso e ben arrivata! 🙂

  3. Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
    Nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo.
    Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
    L’apparenza non deve ostacolare, né l’ambito mutato
    confonderti il cervello.
    …Vasto è il Tempo e lo Spazio, vasti i campi della Natura…
    La luce velata degli occhi tornerà a splendere al momento giusto… Ascolta disse l’anima , scriviamo per il mio corpo. Walt Whitman

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