Lasciarsi scegliere

Ho letto questo, a proposito di un tipo americano che un giorno ha scelto 100 cose tra quelle che aveva ed ha cestinato il resto. E, ancora prima, ha scelto di fare quella scelta.

La scelta giornaliera è proprio questa: che faccio, tengo o lascio? E’ un respiro, un continuo prendere alternato al lasciare, o meglio lasciar andare. Una selezione, dunque, una discernere, un separare. No.

Se lasciare è una scelta, la scelta è un orpello di cui ci fregiamo dietro il simulacro della libertà. Solo quando dimentico tutto, mi svuoto, trovo quello che mi serviva. Lasciare anche questa zavorra, e soprattutto accettare di poter volare senza, è qualcosa che si sente ma non si spiega. Allora scelgo, veramente, quando smetto di scegliere, ma solo accetto quello che accade, e seguo il filo della mia felicità.

Solo allora la sensazione di bellezza si fa intensa, l’armonia  domina. Ovvero, ha sempre dominato, ma solo allora la posso coglierla.

Anche in un viso che piange, anche in un dolore necessario.

Il mio.

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5 thoughts on “Lasciarsi scegliere

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