secondo post

Il 2 dicembre sono andato al Circolo a gustarmi ‘sto concerto che era tanto che volevo vederli i Massimo Volume, perchè son bravi, perchè sono un pezzo di storia della musica italiana e “Lungo i bordi” strappa il cuore dal petto anche ai punk di periferia (cosa che farebbe piacere ai nostri), perchè il nuovo disco fa paura per la lucidità e la forza delle canzoni.
Beh, live ‘sti Massimo Volume so’ massimi: tra la loro pedissequa riproposizione delle canzoni del nuovo disco ed il disco intercorre la stessa differenza che c’è tra la vita ed un testo che la racconta.
Sei lì che ascolto “avevi fretta di andartene” e mi godo quanto sia confortante e conosciuta, poi all’improvviso mi sveglio e finalmente capisco che quello è vero, che quello sta succedendo e non succederà più. E’ come di colpo guardare un dipinto di Salomè che decapita il Battista e di colpo senti sulle labbra il sapore del sangue, perchè sei Salomè e perchè sei il Battista. Non è importante sopravvivere, è importante solo esserci e stare.
Non è un effetto che sanno fare tutti, dal vivo. Non è una cosa che va sottovalutata.

Sono andato a letto e non volevo dormire. Volevo stare sveglio ancora un po’.

Grazie, Massimo Volume.

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